Tassazione nella donazione

L’ultima volta ho parlato della Donazione, articolo completo che potete trovare qui. Stavolta vorrei approfondire gli aspetti della tassazione  nella donazione. Questo articolo non sarà lungo come gli altri perché è solo una piccola aggiunta, ma se avete domande inerenti alla donazione o alla tassazione nella donazione, non esitate a contattarmi.

Nel momento in cui si decide di arricchire il patrimonio di un’altra persona attraverso la donazione di un immobile, è fondamentale prendere in considerazione tutte le implicazioni fiscali che ne derivano. La normativa italiana prevede che tali trasferimenti siano soggetti a specifiche imposte, le cui aliquote variano in base al grado di parentela tra donante e donatario, e prevede altresì la possibilità di beneficiare di determinate franchigie.

La donazione, intesa come trasferimento a titolo gratuito di un bene o diritto, rappresenta una figura contrattuale che, pur essendo intrinsecamente generosa, non esclude l’obbligo di versamento di un’imposta di donazione allo Stato. Tale imposta è calcolata in percentuale sul valore dell’immobile donato e varia significativamente a seconda del vincolo di parentela intercorrente tra le parti coinvolte nel trasferimento.

Per le donazioni effettuate in favore di coniugi, figli diretti e loro discendenti, nonché tra adottanti e adottati, l’aliquota applicabile è pari al 4%, con una franchigia individuale di un milione di euro. Questo significa che fino a tale soglia, il trasferimento è esente dall’imposta. Quando la donazione avviene tra fratelli e sorelle, l’aliquota sale al 6%, ma è prevista una franchigia di 100.000 euro per beneficiario, offrendo così una parziale mitigazione dell’onere fiscale.

In situazioni dove il donatario è un parente fino al quarto grado o affine fino al terzo grado, l’imposta applicabile rimane al 6%, tuttavia, in questo caso, non si beneficia di alcuna franchigia. Le donazioni a persone estranee o a parenti oltre il quarto grado sono tassate all’8%, senza franchigie, rendendo queste donazioni le più onerose dal punto di vista fiscale.

Oltre all’imposta di donazione, bisogna considerare altri costi accessori, quali le imposte di registro, ipotecarie e catastali, nonché l’onorario del notaio, indispensabile per la formalizzazione del trasferimento. Queste spese variano in funzione del valore dell’immobile e della complessità dell’operazione e possono incidere in modo significativo sul costo totale della donazione.

È, dunque, evidente che, pur nell’intenzione di agire in generosità, è necessario procedere con cognizione di causa, valutando attentamente tutti gli aspetti fiscali e legali che regolamentano la donazione di un immobile. La consulenza di un professionista del settore, come un notaio, può fornire il supporto necessario per navigare con sicurezza in questo complesso panorama normativo, assicurando che il gesto di generosità si compia nel rispetto delle disposizioni vigenti e con la massima efficienza fiscale possibile.

ecco uno schema ricapitolativo

Aliquote e Franchigie

Le aliquote dell’imposta di donazione variano a seconda del legame di parentela tra donante e donatario:

  • Coniugi, figli, genitori (e altri parenti in linea retta), adottanti e adottati: aliquota del 4% con una franchigia di 1.000.000€ per beneficiario.
  • Fratelli e sorelle: aliquota del 6% con una franchigia di 100.000€ per beneficiario.
  • Altri parenti fino al quarto grado e affini fino al terzo grado: aliquota del 6% senza franchigie.
  • Estranei e parenti oltre il quarto grado: aliquota dell’8% senza franchigie.
  • Persona portatrice di handicap: franchigia di 1.500.000€, con aliquota del 4%, 6% o 8% a seconda del legame di parentela

 

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Antonia Cucari

Titolare della Cucari Servizi Immobiliari.

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